Intervista con Anna Mainenti

29 Lug

autoritratto-4Benvenuta Anna! Abbiamo sempre nutrito curiosità verso il tuo lavoro più recente, i ritratti ibridi. Da dove è venuta l’ispirazione per un progetto simile?
Sinceramente non c’è una vera e propria risposta a questa domanda, i ritratti ibridi sono una visione che avevo in mente e che ho trasferito in immagine reale. L’ispirazione concettuale sicuramente è venuta dalla mia vita con i miei cani, siamo un tutt’uno, danno un plusvalore alla mia vita.

Come mai la scelta di “fondere” uomo e cane? Hai mai pensato alla possibilità di inserire qualche altro animale domestico tra gli ibridi?
L’uomo e il cane sono uniti da sempre, la scienza sostiene che il cane non esisterebbe se non fosse stato per il suo legame primordiale. Siamo evoluti insieme e il nostro legame è antico, in un certo senso il cane e una degli specchi che riflettono i cambiamenti della società umana e la sua evoluzione, credo che sia l’animale che più si lega alla nostra realtà di tutti i giorni ed è per questo che ho scelto il cane come metà animale nei ritratti ibridi, oltre al fatto che fisicamente è il più simile a noi e quindi la somiglianza rende più realistiche queste immagini.

Il secondo evento che stiamo mettendo in piedi sarà “The break”. Che tipo di analogie trovi con il concetto di “rottura” nelle tue foto?
Beh sicuramente c’è la rottura con l’immaginario comune di ritratto tradizionale, i miei “esseri” sono creature mostruose che possono affascinare o inorridire lo spettatore appunto per la rottura che impongono all’idea classica del ritratto. Sono “mostri”, creature bestiali, così reali che  impressionano molto lo spettatore e impongono una reazione forte.
Come per i Freak di Diane Arbus, anche i miei esseri provocano ribrezzo e/o fascino a chi li guarda perchè appunto spezzano la consueta immagine che si ha dell’uomo, trasformandolo in un essere bestiale ma mantenendo sempre i tratti riconoscibili di una persona.

Puoi ampliare questo anche ad altri tuoi lavori o gli ibridi sono quelli che a tuo avviso rispecchiano di più “the break”?
La rottura in un modo più o meno preponderante è sempre presente nei miei lavori, anche nel progetto Fuori dalla Gabbia lo scopo era di “rompere” le sbarre che ci impediscono di vedere i cani del canile come creature meravigliose e piene di bellezza ed esperienza. Il fatto di aver ritratto questi cani su un fondale quasi teatrale cerca di spezzare il concetto di cane di canile come cane malato, sfortunato, difficile e brutto ma lo mostra nella sua bellezza iconografica, quasi da star del cinema. Anche con il progetto Light of Technology che sto sviluppando ultimamente la rottura tra passato e futuro è il filo conduttore delle mie nuove opere fotografiche, quindi direi che il concetto di “rottura” mi è più che familiare.

So che sei partita con gli studi dalla pittura, fino ad arrivare alla fotografia di professione. Hai mai pensato di affiancare alla fotografia anche la pittura?
Assolutamente no, la pittura non è mai stato per me un mezzo di comunicazione che mi confacesse, troppo lenta e concettuale e il mio scarso talento in quando al disegno non mi permette di creare immagini abbastanza reali da sostituire quelle che creo invece con la fotografia. Certamente gli studi d’arte e pittura mi hanno aiutato molto a sviluppare il mio concetto personale di immagine comunicante, la fotografia mi ha regalato un mezzo indispensabile per mostrare a tutti la mia visione delle cose.

Cosa ritieni più ispirazionale per il tuo lavoro al momento?
Mi piace ispirarmi alla natura principalmente, ma anche a temi legati all’ambiente e alla società umana. Il concetto di “rianimalizzazione” e presa di coscienza nei confronti della natura da parte dell’uomo credo che sia l’unica svolta che può assicurarci un futuro vivibile su questo pianeta e io cerco di comunicarlo con le mie fotografie. Grazie alla tecnologia usata in maniera etica e ecologica potremmo davvero rivoluzionare in meglio la nostra esistenza e creare un mondo idilliaco dove continuare la nostra esistenza in maniera pacifica e sana, se riusciremo a farlo sarà secondo me l’unica cosa che potrà salvarci dall’estinzione.

Grazie Anna. Dove potremo trovare i tuoi progetti e quali sono i tuoi impegni futuri?
I Ritratti Ibridi sono esposti al momento presso la Galleria d’Arte PH Neutro, mentre tutti i miei progetti fine art come i lavori commerciali li trovate sul mio sito www.annamainentiphotographer.com.
Il mio impegno futuro più vicino è la campagna pubblicitaria della Settimana delle Comunicazione di Milano che ha come protagonisti i miei Ritratti Ibridi, nell’occasione di questa manifestazione, che si terrà in ottobre, ci sarà anche una mia mostra personale con il patrocinio del comune di Milano.
Poi conto di proseguire con il progetto Light of Technology scattando anche in altre location sotterranee veronesi come i sotterranei dell’Arena e gli Scavi Scaligeri.

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