Archivio | ottobre, 2013
Video

Life Forms

30 Ott

LIFE FORMS from Antoine Presles on Vimeo.

A tribute to the scientist and artist Ernst Haeckel.
Animated with light, oil and plastic elements mixed together, and a large work of compositing in AfterEffect.

Direction : Thomas Lelouch / Antoine Presles
Music : Yom and Wang Li ” rings “, from “Green Apocalypse”

Immagine

Other Side: la tela di ragno di Chiharu Shiota

29 Ott

chiharu

Other Side’ is a fascinating thread installation with five doors in which it must feel like you’re in a huge spiderweb. It deals with the boundaries between the worlds, which are symbolized by the installed doors and windows. The artist Chiharu Shiota is born in 1972 in Osaka, Japan and currently lives and works in Berlin, Germany. She is fascinated by the idea that you’ll develop a completely different view by crossing these imaginary lines. Also she transfers this idea into her personal situation in which she lives as Japanese in Germany and tries to balance these two cultures every day. At this time it’s on display in Towner, Eastbourne UK.

Fonte: http://www.ignant.de/2013/10/25/other-side-by-chiharu-shiota/

chiharu web

Immagine

Kintsukuroi e Kintsugi

28 Ott

kintsukuroi02

“Quando i giapponesi riparano un oggetto rotto, valorizzano la crepa riempiendo la spaccatura con dell’oro. Essi credono che quando qualcosa ha subito una ferita ed ha una storia, diventa più bello. Questa tecnica è chiamata “Kintsugi” (金継ぎ), o “Kintsukuroi” (金繕い), letteralmente significa “riparare con l’oro”. Oro al posto della colla. Metallo pregiato invece di una sostanza adesiva trasparente. E la differenza è tutta qui: occultare l’integrità perduta o esaltare la storia della ricomposizione? Chi vive in Occidente fa fatica a fare pace con le crepe. ‘Spaccatura, frattura e ferita’ sono percepiti come l’effetto di una colpa, perchè il nostro modo di pensare, la nostra cultura ci ha insegnato che esistono soltanto due opzioni: intatto o rotto. E se è rotto la colpa è di qualcuno. Il pensiero analogico – arcaico, mitico, simbolico – invece, rifiuta le dicotomie e ci riporta alla compresenza degli opposti, che smettono di essere tali nel continuo osmotico fluire della vita. La Vita è integrità e rottura insieme, perché è ri-composizione costante e infinita. Il dolore è parte della vita. A volte una parte importante, a volte meno, ma in entrambi i casi è una parte del puzzle, del grande gioco della vita. Il dolore solitamente fa due cose: ti ricorda che sei vivo e quando passa e ti ritrovi un po’ cambiato, più saggio a volte, più consapevole e, a volte ti rinforza. In ogni caso il dolore lascia il segno… I giapponesi che hanno inventato il Kintsugi l’hanno capito più di sei secoli fa e lo ricordano sottolineandolo con l’oro.”

Fonte: Facebook e http://www.nanoda.com/pillole-del-sol-levante-kintsugi/

Kintsukuroi

Immagine

Città fantasma e la natura torna

25 Ott

citta abbandonata

Ci ha colpito l’immagine di questa città fantasma: Abandoned city of Keelung, Taiwan,
per pensare a quanto la natura sia in fondo più forte di noi se lasciata in pace.
Senza di noi il mondo tornerebbe nelle sue mani.
Tempo fa era uscito anche uno speciale documentario che descriveva il tempo e gli step di “riconquista della terra” nel caso di Popolazione zero.

http://en.wikipedia.org/wiki/Aftermath:_Population_Zero

Il tema ci affascina, se noi non fossimo mai usciti dal nostro box, o se noi ci tornassimo, o se una volta fuori decidessimo politiche diverse come sarebbero le nostre città?

Immagine

Jocelyne Saab: la mia vita sotto le bombe

24 Ott

dunia

“I spent my life sliding under bombs, and I made a lot of documentaries about war. This is what I do: I make images. At first they were war images and then I started to invent them When everything was destryed in front of my eyes, I couldn’t collect the real anymore. I had to re-invent everything”

Jocelyne Saab è una regista franco-libanese che abbiamo avuto il piacere di conoscere qualche tempo fa ad una presentazione dei suoi lavori, che in italia non sono quasi mai arrivati.
La guerra civile in Libano la portò a documentare gli avvenimenti di Beirut, la sua città.
Dunia, film selezionato per sundance festival, che parla della ciconcisione delle donne e dalla libertà, la vede nuovamente in prima linea in Egitto. La televisione egiziana cerca di bloccare i finanziamenti al progetto ma questo viene ultimato.
Dal 2007 Jocelyne si sposta sulla fotografia, e sono le immagini, di oggetti ad esprimere i controsensi del mondo. Sense, Icons and Sensitivity dove espolora il mondo arabo e i suoi scontri-incontri con il mondo occidentale.

Noi siamo rimasti affascinati da lei e volevamo condividere la sua frase (riportata sopra). Una donna che ha visto la realtà e l’ha documentata e che, quando tutto era distrutto ha cominciato a re-inventare le sue immagini. Per poi tornare a documentare.
Lavori che a nostro avviso meritano di essere visti.

jocelyne-saab

http://www.jocelynesaab.com/

Immagine

La casa ubriaca

23 Ott

casa ubriaca

C’è chi non riesce a sottostare alle leggi del mondo e proietta i sogni, le illustrazioni e le poesie nella realtà dando vita ad allucinazioni reali.

Fonte: http://www.coolturehunter.it/posti-da-vedere/il-krzywy-domek-a-sopot-la-casa-si-ubriaca/

Immagine

Wim Botha

22 Ott

wim botha solipses

Wim Botha – “Solipsis”

Fonte:

http://www.stevenson.info/exhibitions/botha/solipsis4b.html
http://jette-rudolph.de/kuenstler/Wim_Botha.html

Video

Long Distance Art

17 Ott

Lui è Alex Kiessling, 33 anni, vive e lavora a Vienna e questo è il suo folle progetto, a metà strada tra arte e alta tecnologia. Si chiama Long Distance Art ed è l’ultima frontiera della riproducibilità dell’atto creativo, che il giovane artista moltiplica all’ennesima potenza, creando nel vero senso della parola degli universi paralleli, in cui simultaneamente il suo gesto viene riprodotto fedelmente. Una sorta di arte a distanza, in cui l’artista può tranquillamente lavorare nel suo studio a Vienna, mentre due robot, uno a Trafalgar Square a Londra e l’altro a Berlino, replicano i suoi movimenti in tempo reale. Ci sono voluti mesi e mesi di studio e un team valido di collaboratori per realizzare questo happening. Nessuna magia, tutta robotica: dei sensori sulla tela trasferiscono a distanza di chilometri il gesto nel momento stesso in cui viene eseguito su altre tele, per dare vita a un clone perfettamente eseguito.

Fonte: www.insideart.eu

Immagine

Vincent Mauger

14 Ott

vincent mauger

Vincent MaugerSans titre