Archivio | marzo, 2014

Intervista con Matteo Pugliese

27 Mar

Matteo Pugliese, piacevole incontro fortuito in rete. A volte i social portano a nuove scoperte. Le sue opere colpiscono con tutta la loro forza vitale e di ribellione e poi addolciscono. Esplorare il suo sito internet http://www.matteopugliese.com/ è un viaggio nella sua arte che comprende anche bellissimi testi e immagini del “processo” di creazione.
Riot!Rest. è onorata di poter condividere con voi l’intervista che ci ha rilasciato e che troviamo veramente bella e piena di saggezza.
Leggetela a tutti i livelli possibili.

Studi classici, laurea in Lettere Moderne e scultore autodidatta adesso esposto permanentemente in grandi gallerie italiane ed estere. Un percorso insolito, che incuriosisce. Potresti raccontarci il tuo percorso?
In breve è stata la lenta e piuttosto difficile strada per capire chi ero e cosa volessi fare.
Davanti ai bivi più importanti della nostra vita (quelli davvero importanti sono pochi) fare una scelta è impegnativo… ancora di più se la scelta fatta è la meno comoda o la meno seguita.

pugliese3Quanto i tuoi studi umanistici hanno influenzato la tua arte?
Credo molto, forse più di quanto non mi renda conto. Se pure mentre frequentavo l’università provavo molta frustrazione per non poter seguire la mia inclinazione artistica ho amato molto la maggior parte dei corsi e degli esami che ho fatto.
Inoltre l’indirizzo artistico che ho intrapreso in facoltà è stato davvero illuminante .
Ritengo di aver avuto ottimi professori mentre quello che non ho ricevuto è stato senza dubbio la pratica … Questa situazione mi ha costretto verso un percorso totalmente solitario e personale ma proprio per questo per me molto prezioso.

Nel 2001 la prima mostra autofinanziata, quando è stato il momento, se c’è stato, in cui hai sentito la voglia di esporre i tuoi lavori e vedere cosa succedeva? Cosa ti ha spronato ad “uscire dal muro” come nei tuoi primi lavori (Extra Moenia)?
Ad essere sincero fino a poco prima della mia prima mostra non avevo neanche mai pensato di mostrare in pubblico i miei lavori.
Tant’è che quando una cara amica mi ha spronato a fare una prima mostra sono rimasto sorpreso, direi spiazzato dalla proposta. Avevo fatto quelle sculture sempre e solo per me, senza nessun intento né commerciale né professionale. Al tempo inoltre ignoravo totalmente il mercato dell’arte, non avendo ne parenti ne amici che ne facessero parte.

pugliese2In un’intervista dai un’opinione un po’ controcorrente rispetto all’affermazione di uno “stile riconoscibile” in particolare dici “contraddirsi nel tempo […] per me è un segnale di libertà, un segnale di non rinchiudermi in una casella […] che sarebbe un po’ una gabbia”. Ci ha colpite questa espressione che suona come un’espressione di autonomia ed “intimità” della tua arte. Cosa ti spinge a creare qualcosa di nuovo? Da dove nascono le tue serie?
E’ in effetti una rivendicazione di una mia autonomia …
Siamo esseri complessi, pieni di sfaccettature, di ombre e luci. L’opera di un’artista può essere sufficiente a rappresentare TUTTO l’artista? Forse può SIMBOLEGGIARLO, può rappresentarlo ma difficilmente è sufficiente a parlare in modo completo del suo autore.
Gli artisti che affidano ad una solo opera il loro pensiero (o meglio alla ripetizione ossessiva della stessa opera) mi sembra percorrano spesso una strada poco interessante.
Inoltre poter scegliere di dedicarsi ad un nuovo lavoro, sperimentando e sbagliando è un grande privilegio e per quanto mi riguarda anche un grande divertimento.
Non “contraddirsi” nel tempo credo infatti che implichi un rifiuto del cambiamento che il tempo opera su di noi. Per “contraddirsi” intendo cambiare opinione, punto di vista, modo di lavorare, modi di agire e di pensare e decidere di percorrere sentieri prima ignorati o addirittura rifiutati. Mantenere lo stesso atteggiamento per tutta la vita, oltre ad essere di una noia mortale, implica il non aver elaborato nessuna esperienza.

 

pugliese1Guardando il tuo sito si nota come le due sezioni Extra Moenia e Custodi non siano due serie con una loro specifica connotazione temporale, un inizio ed una fine ma come negli anni si siano entrambe evolute. Anche Scarabei sembra in apparenza occupare un arco di tempo più circoscritto ma in realtà nasce ancora prima degli altri due. E’ come se fossero tre parti diverse di te ad avanzare in parallelo. C’è un bisogno di equilibrio nel dare voce “contemporaneamente” a diversi aspetti?
Il discorso si ricollega alla risposta precedente. Tutte queste serie, direi tutti i miei lavori ( anche quelli che poi decido di non mostrare) mi appartengono e sono l’espressione di alcune delle mie molte sfaccettature.

Il testo “l’estate dello scarabeo” che completa la sezione di queste opere sul suo sito è un racconto a mio avviso dolce e malinconico. Un racconto a se stante. “Affido allora a questi scarabei alcuni frammenti di quegli anni che mi sono rimasti attaccati lungo il percorso. Oggetti, simboli, ricordi, piccoli amuleti che ho conservato gelosamente, altri che ho ritrovato e altri ancora che sono andato ostinatamente a ricercare. ” Hanno funzionato questi scarabei come amuleti?
Hanno funzionato nel momento in cui me ne sono liberato. La loro funzione sta proprio nel non appartenermi più, nell’ avermi lasciato andare.
Credo sia un po’ come buttare via tutte le lettere di una relazione conclusa da anni. Liberarsene è un po’ recidere il cordone, voltare pagina. Non vuol dire rinnegare quella storia o quei momenti ma semplicemente lasciarli andare e non rimanervi agganciato.
E’ un gesto, come credo accada spesso nel lavoro artistico, di catarsi.

pugliese4Sempre il racconto sugli scarabei rende quelle opere piene di una carica intima e personale e mi viene da chiedermi com’è per un’artista separarsi dalle proprie opere? Cosa prova quando un cliente compera uno scarabeo?
Nei miei scarabei ho messo molti miei veri amuleti d’infanzia: un piccolo portagioielli d’argento regalatomi da una fidanzata e altri monili che al tempo erano per me assai preziosi.
Distaccarmene tuttavia non è stato difficile ma mi ha fatto riflettere sul cambiamento che opera il tempo anche sui nostri gusti e desideri: ricordo che alcuni di questi oggetti e amuleti sono stati in un preciso momento della mia vita davvero “preziosi”, erano il tesoro che custodivo e che andavo a rivedere ogni tanto e da cui avrei giurato di non separarmi mai.
Oggi, se mi sforzo di non guardarli attraverso la lente della nostalgia, torno a vederli per quello che sono: tanti piccoli oggetti di poco valore. Dov’è finita la loro preziosità? La loro magia? E’ ovvio che a cambiare non sono stati gli oggetti ma gli occhi e il cuore di chi li osserva … questo lascia un retrogusto un po triste in effetti .

Ci sono nuovi progetti a cui sta lavorando di cui può parlarci?
Ho due progetti importanti nei prossimi mesi.
Il primo è l’avvio di una collaborazione con un’importante galleria di New York. Dai primi di maggio infatti i miei lavori saranno presentati dalla “Bertrand Delacroix Gallery” una galleria storica nel cuore di Chelsea.
Il 5 di giugno presenterò invece una mia installazione presso il Florian di Piazza San Marco, a Venezia.
Questo storico e splendido locale (in cui è nata la Biennale di Venezia) affida ogni anno una delle sue sale ad un’artista il quale è chiamato a presentare il suo lavoro tenendo ovviamente in considerazione il luogo e la storia in cui si muove.
La sfida è molto intrigante anche perché la sala, già molto piccola, rimane agibile e funzionale durante il periodo della performance il che riduce di molto le possibilità di intervento. A ciò si aggiunge un’ulteriore restrizione data dalla preziosità della sala dove stucchi, specchi e arredi impediscono interventi diretti sulle pareti … dunque muoversi in punta di piedi per me che amo sbrecciare i muri è stata una bella sfida…

http://www.matteopugliese.com/

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Una casa costruita in 6 settimane e con 9000 dollari

21 Mar

Come costruirsi una casa?
In 6 settimane con 9000 dollari Steve Areen ha costruito la sua casa. E che casa!!!
  http://www.puntovirale.it/casa-6-settimane/

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visitate il suo sito
http://www.steveareen.com/Profile.html
e quello del workshop dome buildings per imparare a fare la vostra
http://www.thegibrancenter.com/dome-building.html

Video

Happy Birthday, Jack Kerouac!

12 Mar

Oggi è il suo compleanno e vorremmo regalarvi questo pezzo di storia in parte anche italiana.
L’intervista di Fernanda Pivano a Jack Kerouac, quando la RAI ancora faceva questi programmi e non si vergognava di immortalare un artista ubriaco a straparlare…per in fondo anche quello era beat generation.

E per concludere vi lasciamo con una frase dell’autore che ci distingue
“Gli unici che mi piacciono sono quelli matti, quelli che hanno una voglia matta di vivere, di parlare, di essere salvati, desiderosi di tutto al tempo stesso…e che bruciano, bruciano come enormi favolose candele”

Enjoy!
)

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Chinese Landscapes – Huang Yan

5 Mar

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L’artista cinese Huang Yan iniziò nel 1999 una serie di dipinti/fotografie di paesaggi tradizionali cinesi, usando corpi umani come tele. Il progetto s’intitola “Chinese Landscapes“.

Sito ufficiale: http://yanhuangartist.com/
Fonte: http://www.88-mocca.org/#/artists/63

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