Artisti

Barokthegreat-480x360Barokthegreat

Barokthegreat: formazione che opera nel vasto bacino della performing art con una particolare attenzione verso la radice mentale del movimento, la fisicità e funzione rituale della musica e l’architettura dello spazio come dispositivo abitativo.
Diretto dalla musicista Leila Gharib e dalla performer-coreografa Sonia Brunelli, esordisce nel 2008 con Barok.
Nel 2009 Xing gli commissiona, in occasione di F.I.S.Co.09, Wrestling – intuizioni sul mondo in attesa che diventino una costruzione compiuta.
Nel 2010 il gruppo vince il Premio Mondo/Giovani Artisti Italiani con The Origin, performance ideata in collaborazione con il regista londinese Simon Vincenzi per Sujet à Vif/Festival d’Avignon 08, e viene selezionato con Fidippide per Marathon of the Unexpected, sezione dedicata alle esperienze sperimentali del 7° Festival di Danza Contemporanea della Biennale di Venezia.
A Netmage.11 International Live Media Festival presenta la performance audio-visiva Russian Mountains, realizzata in collaborazione con il musicista olandese Michiel Klein. Nello stesso anno curano l’evento Kind of magic all’interno del progetto Camping/Xing.
A luglio 2012 debuttono con Indigenous, un dramma sonoro in due atti interpretato da musicisti e danzatori, al Festival del Teatro di Santarcangelo di Romagna (RN).

barokthegreat.tumblr.com

bob meanza 2011Bob Meanza

Bob Meanza nasce nel 1978 a Verona. È pianista, compositore, rovistatore elettronico. Suona il piano rhodes e sintetizzatori vari, oppure direttamente il laptop (lo ha fatto nei Kunfufunk, Magical Mystery Band, Dual Core). Si è concesso lussi intellettuali e vizi peccaminosi: a Bologna scrive la sua tesi di dottorato sull’improvvisazione, a Bolzano studia musica elettronica al conservatorio.
Da sempre alle prese con robottini e arnesi elettronici vari, nel 2005 ha iniziato a produrre autonomamente la propria musica, realizzando, fra gli altri, “Supper”, il primo album a nome Bob Meanza.
Dal 2011 vive e lavora a Berlino, dove in parallelo a enigmatiche attività da designer, frequenta la scena dell’improvvisazione, portando avanti il suo progetto solista e collaborando con artisti della ribollente città (PIGG, Berlin Soundpainting Orchestra).

www.bobmeanza.net
http://bobmeanza.altervista.org/blog/

 

 

sara landoSara Lando

Sara Lando, fotografa e fotoritoccatrice, lavora tra Bassano del Grappa e Milano.
Membro del direttivo dell’Associazione Nazionale Fotografi Professionisti Tau Visual, ha lavorato (tra gli altri) per De Agostini, Nokia, Manfrotto. I suoi lavori sono stati pubblicati su D-La Repubblica delle Donne, Digital Camera Magazine, Pig, Digital Life Style, Foto cult, Trip magazine, Litrof Magazine ed esposti in Italia e all’estero.
Dopo una lunga serie di progetti fotografici, alcuni di grande successo, come Il Libro dei Mostri o Layers, Magpies è la sua prima graphic novel.

www.saralando.com

 

 

TEATROriotS/T Teatro

Raduna cinque individui in mezzo ad altre e più persone, iscritte ad un laboratorio teatrale, tienile in contatto a distanza per qualche tempo, per qualche anno, falle incontrare di tanto in tanto come spettatori di festival estivi e teatri invernali.
Adesso c’è un progetto da lavorare e capire e tradurre, rinchiudi quelle 5 figure per interi week-end in una sala non riscaldata e adesso trovagli un nome.

“Teatro Altana”?
Il campo neutro del primo incontro per lavorare al progetto era un altana di casa veneziana in isola veneziana. Tornare e scoprire cosa abbiamo lasciato sul quel poggiolo-da-tetto ci riconsegnerebbe al quel nome, ma adesso troviamone un altro.
Potremmo trovare un nome componibile e modulare, insomma, più moderno.
Ad esempio un articolo, non so, “La” .. Teatro; così da renderci la possibilità di cambiarlo, di aggiungere interesse al nome. Ad esempio pensare ad una quercia e arrivare a “La Quercia Teatro”, nel caso la quercia dovesse un giorno bruciare ci trasformeremmo in “La Quercia Brucia Teatro”.
Meglio abbandonare anche questa strada, il teatro è di per sé poco ecologico, forse dovremmo evitare di rovinare l’ambiente con il nome.
Perché non pensare a un qualche acronimo intelligente? Tipo WHSC!
Sforzarsi e trovare qualcosa di più concettuale e meno conflittuale.
In certe uscite discografiche alcuni gruppi intitolano il loro lavoro con il proprio nome: a cui si fa riferimento come Self Titled.
Non avere un nome non aiuta questa considerazione, ma la indirizza ad un ben più ampio pensiero:
omonimia spinta al parossismo.

“S/T Teatro”

Nella vita, in realtà, siamo in 4: Filippo, Giorgia, Marco e Martina, da quando ci conosciamo siamo in ossessionata compagnia del gatto Schrödinger, quindi 5.

Siamo di Mantova, di Padova e di Verona.
Proveniamo da differenti esperienze teatrali, non comunicabili; la nostra biografia inizia da qui.
Cominciamo con questo progetto, ad hoc: speriamo sia un buon inizio, per la metamorfosi.

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